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Iscriviti al FORUM di A.PO.MA.B:

" GEOMATICA MARINA partner of A.PO.MA.B. - Academy Of Positioning Marine And Bathymetry "

A.PO.MA.B è stata un'associazione culturale attiva dal 16/05/2010 al 07/01/2012.

Italiano 

 

English 

Benvenuti nel sito dell'Accademia Di Posizionamento Marino e Batimetria (APOMAB)

Come una risorsa naturale di materie prime, cibo e carburante, i mari e gli oceani del mondo non sono mai stati così importanti oggi. Essi rappresentano anche un ambiente molto fragile, il cui sfruttamento deve essere accuratamente e premurosamente gestito. Tradizionalmente lo studio dei fondali marini è cominciato grazie all'attività dei primi esploratori, oggi questa esplorazione a coinvolto molti settori lavorativi che vanno dalla ricerca degli idrocarburi alla installazione di cavi sottomarini.

Welcome to the website of The Academy Of Positioning Marine And Bathymetry (APOMAB)

As a natural resource of raw materials, fuel and food, the seas and oceans of the world have never been so important today. They are also a very fragile environment, the exploitation of which must be carefully and thoughtfully managed. Traditionally the study of seabed began through the work of the early explorers, today this exploration involved in many business sectors ranging from extraction of oil to the installation of submarine cables.

 
 

16 / 05 / 2011

1 th ANNIVERSARY

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Ocean and Offshore World News - 07 / 01 / 2012

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Vi era un progetto - There was a project
 

ITALIANO:

Il 07 Gennaio del 2012 vista la situazione balorda italiana, visto soprattutto la propensione alla non cultura e alla non curanza della propria Nazione, i fondatori del progetto A.PO.MA.B. visto gli emeriti sforzi hanno deciso di abbandonare il progetto, il sito rimane comunque attivo per sottoliniare lo sterminio culturale e lavorativo nel settore Offshore Italiano e purtroppo non solo.

Parlano di noi:

MARESCIENZA: La sfida dell’Accademia di Posizionamento Marino e Batimetria - A.PO.MA.B.: conoscenza e formazione per tutto il settore offshore anche grazie ai corsi di offshore surveyor

HYDRO INTERNATIONAL: APOMAB Celebrates One Year Of Activity

OCEAN NEWS - TSC: The Challenge of the Academy of Marine Positioning and Bathymetry

ATLAS 4 JOBS: APOMAB Celebrates One Year Of Activity

GEOMEDIA: Batimetria e Posizionamento Marino

GEOCONNEXION: APOMAB Celebrates One Year Of Activity

 

ENGLISH:

On 07 January 2012, given the situation foolish Italian, especially given the propensity for non-culture and the mishandling of his own country, the founders of the project APOMAB seen emeritus efforts has decided to abandon the project, the site remains active for highlight extermination and cultural work in the offshore sector Italian and unfortunately not all.

They speak of us:

MARESCIENZA: La sfida dell’Accademia di Posizionamento Marino e Batimetria - A.PO.MA.B.: conoscenza e formazione per tutto il settore offshore anche grazie ai corsi di offshore surveyor

HYDRO INTERNATIONAL: APOMAB Celebrates One Year Of Activity

OCEAN NEWS - TSC: The Challenge of the Academy of Marine Positioning and Bathymetry

ATLAS 4 JOBS: APOMAB Celebrates One Year Of Activity

GEOMEDIA: Batimetria e Posizionamento Marino

GEOCONNEXION: APOMAB Celebrates One Year Of Activity

A.PO.MA.B.

 
PAGINA FACEBOOK
 
 
 
Il bruttissimo Natale 2011 della MARINA MERCANTILE ITALIANA "50.000 senza lavoro" - View
 

L'indignazione della nostra gente di mare, sono cinquantamila, sono i lavoratori dal mare gli uomini e le donne imbarcati sui mercantili italiani, Gli armatori di navi battenti bandiera italiana preferiscono imbarcare marinai stranieri, extracomunitari, anzichè manodopera italiana e comunitaria. La ragione? Costano meno. Un decreto del 2001 ha cambiato il mercato del lavoro in mare, creando nuove povertà, Il consigliere comunale Ninella Azzarelli, parla in nome della Voce dei Marittimi, al Tg5.

GUARDA IL VIDEO:

http://www.video.mediaset.it/video/tg5/indignato_speciale/267430/lindignazione-dei-nostri-marittimi.html

Il Consiglio del Presidenza di A.PO.MA.B. e tutti i suoi membri si uniscono al dolore ed alla sofferenza di tutte queste persone e gridiano ancora una volta alle istituzioni ed allo stato di combattere questa situazione che va ad oltranza da anni ormai.

TG 5

Indignato

 
The ugly Christmas 2011 for ITALIAN MERCHANT MARINE, "50,000 unemployed" - View
 

The indignation of our seafarers are fifty thousand workers from the sea are the men and women embarked on the Italian merchant, The owners of ships flying the Italian flag seamen prefer foreigners, immigrants, instead of Italian labor and community. The reason? They cost less. A decree of 2001 has changed the labor market in the sea, creating new forms of poverty, the city council Ninella Azzarelli, speaks in the name of the Voice of the Sea, the TG5.

WATCH VIDEO:

http://www.video.mediaset.it/video/tg5/indignato_speciale/267430/lindignazione-dei-nostri-marittimi.html

The Presidency of the Council of A.PO.MA.B. and all its members, join pain and suffering of all these people, and we appeal again to the institutions of state and combat this situation that goes to the bitter end for years now.

TG 5

Indignato

 
Crisi per il settore Offshore in tutto il mediterraneo
 

Il 2011 si è aperto con una grande novità nel Nord Africa: il crollo improvviso e imprevisto di Ben Ali inTunisia e di Hosni Mubarak in Egitto.
Una caduta che oltre a determinare un vuoto di potere in questi Paesi, sta contagiando l’intera regione ponendo gravi problemi nel resto del Nord Africa e in Medio Oriente.
In Libia, Algeria, Yemen, Bahrein e Giordania c’è stato un risveglio dell’opposizione che sta mettendo in difficoltà i relativi regimi. Particolarmente seria è la situazione in Libia, dove la rivolta, originariamente scoppiata in Cirenaica, è ancora lungi dall’esaurirsi mentre scriviamo e stà assumendo risvolti drammatici. Altri paesi, governati da regimi assoluti, sono a rischio, come Iran, Arabia Saudita, Kuwait e in pratica tutti i Paesi del Golfo.
Si tratta di regioni nelle quali c’è il 70% delle riserve mondiali di petrolio e infatti come conseguenza di questo pericolo di instabilità politica, il prezzo del greggio è salito oltre i 100 $/b.
E’ la prima volta nella storia che si verifica un fenomeno del genere che potrebbe modificare profondamente gli equilibri politici dei singoli Paesi con innegabili riflessi sugli scenari internazionali. In molti di loro, ci sono problemi di successione ai vertici del potere che vengono a complicare le cose e che hanno contribuito alla caduta dei regimi tunisino ed egiziano.Qui di seguito le aziende che operano in questi Paesi: il settore servizi e beni di Assomineraria ... Eni, Edison e la maggior parte delle multinazionali petrolifere, nella regione sono presenti: Ava, Bonatti, Emerson, Geolog, Gruppo Minerali Maffei, Gruppo Trevi, Italfluid Geoenergy, Rosetti Marino, Saga Italia, Saipem, Sicim, Sudelettra, Tecnomare e molte altre.

Pietro Cavanna, Presidente del Settore Idrocarburi e Geotermia di Assomineraria, ha sottolineato come, malgrado le pronte iniziative operative dell’UNMIG, la reazione istituzionale nel nostro Paese sia stata incentrata sul blocco totale delle attività offshore. Ciò mentre il mondo si attivava per nuove regole, nuove tecnologie e risorse umane maggiormente preparate.
Cavanna ha ricordato gli interventi sia dell’Amministrazione USA - che ha creato nuovi organismi di controllo e introdotto misure più severe per gli operatori - sia dell’Unione Europea che si è adoperata per fronteggiare le sfide poste dalla sicurezza delle attività offshore attraverso numerosi interventi in ambito regolatorio, dell’informazione, della pianificazione, della responsabilità e dei rapporti con i Paesi non-UE.
Invece, in Italia, sull’onda emotiva dell’incidente del Golfo del Messico, il Parlamento ha stabilito una modifica del Codice dell’Ambiente (Decreto Legislativo 128/2010) con la quale si è introdotto il divieto di svolgere attività upstream in un raggio di 12 miglia marine dal perimetro esterno delle aree marine e costiere protette, oltre al divieto di operare nella fascia marina compresa entro 5 miglia dalle linee di base delle acque territoriali lungo l’intero perimetro nazionale.
Tale provvedimento incide drasticamente sullo svolgimento delle attività offshore e produce, ha sottolineato Cavanna, effetti devastanti per l’attività upstream e il suo indotto. Si prospetta infatti una drastica riduzione dell’attività di esplorazione e produzione e la mancata valorizzazione di un quarto del potenziale italiano di petrolio e gas. Gli effetti verranno presto percepiti a livello nazionale a causa di un sensibile calo del contenimento della bolletta energetica e la riduzione degli investimenti in tecnologie e servizi forniti dalle imprese italiane; le conseguenze potrebbero essere gravissime per alcune aziende particolarmente esposte su progetti che rischiano la cancellazione. Riprendendo gli argomenti tecnici sollevati da De Ghetto e dagli altri relatori, Cavanna ha infine sottolineato l’esigenza di regole e procedure armonizzate per tutti i paesi ed ha enfatizzato che, a prescindere da certificazioni e procedure, l’esperienza e il training sono elementi imprescindibili per garantire la sicurezza ed evitare incidenti come quello di Macondo.

Pietro Cavanna, Presidente del SettoreIdrocarburi e Geotermia di Assomine-raria, ha detto che le previsioni del2011 per l’upstream italiano degli idro-carburi segnalano sostanzialmente unacondizione di progressivo appesanti-mento che necessita di nuovi impulsi eadeguati interventi normativi che con-sentano di valorizzare le importanti di-sponibilità residue del sottosuolo italia-no. La produzione di gas naturale è statanel 2010 di 8 miliardi di metri cubi, inleggera ripresa rispetto all’anno prece-dente dopo anni di declino continuo. Laproduzione di petrolio si è mantenutapoco al di sopra dei 100.000 b/g gra-zie ai giacimenti della Basilicata, cheriescono appena a contenere il declinonaturale degli altri giacimenti.Nel 2009-2010 non c’è stato alcun ri-trovamento, mentre nel 2008 c’eranostate 4 scoperte, 3 scoperte nel 2007 e9 nel 2006. Di attività previste nel 2011, ci sono 4pozzi esplorativi, 14 pozzi di coltiva-zione e sviluppo e 7 nuove strutture diproduzione.Eppure il livello di riserve certe e pos-sibili è buono, sia per il petrolio sia peril gas:-petrolio: riserve certe 800 milioni dibarili; riserve possibili 400 milioni -1miliardo di barili -gas: riserve certe 150 miliardi di me-tri cubi; riserve possibili 120 - 200 mi-liardi di metri cubi.


Alle difficoltà che negli ultimi 15 anni hanno ostacolato le prospettive dell’up-stream italiano, si è aggiunta nell’agosto del 2010 una modifica del Codice dell’Ambiente (D.Lgs 128) stabilita dal Parlamento, sull’onda emotiva dell’incidente del Golfo del Messico. Con una norma specifica, si è introdotto il divieto di svolgere attività di ricerca, prospezione e coltivazione di idrocarburi liquidi e gassosi, non solo all’interno delle aree marine e costiere protette, ma anche in un raggio di 12miglia marine dal perimetro esterno ditali aree e, limitatamente agli idrocarburi liquidi, nella fascia marina compresa entro 5 miglia marine dalle lineedi base delle acque territoriali lungol’intero perimetro costiero nazionale.Tale provvedimento incide in mododrammatico sullo svolgimento delle at-tività in mare e produce i seguenti ef-fetti negativi:

Drastica riduzione dell’attività di esplorazione e produzione in Italia, conconseguente diminuzione delle riservegià accertate in campi in produzione edi prossima produzione, quantificata inalmeno 200 milioni di barili di olio equivalente (boe), cioè 22 miliardi dimetri cubi di gas e oltre 60 milioni dibarili di petrolio.-Mancata valorizzazione di riserve esplorative possibili e di potenziale resi-duo, per un ammontare stimabile in al-meno 500 milioni di boe, ovvero almenoun quarto del potenziale italiano, stimatofino a 200 miliardi di metri cubi di gase fino a 1 miliardo di barili di petrolio.-Sensibile calo del contenimento del-la bolletta energetica italiana per effet-to della produzione interna (valutato nel2010 in 4,2 miliardi di euro) e conse-guente necessità di maggiori importa-zioni di gas (valutate in oltre 2 miliar-di di metri cubi /anno).

Sul fronte del gettito fiscale, il solo settore Esplorazione & Produzione per le attività svolte in Italia contribuisce alla fiscalità per oltre un miliardo e 200milioni di euro all’anno, compresi le royalties e i canoni. Con l’entrata in vigore del provvedimento si prevede una riduzione del gettito fiscale di circa il 50% nell’arco di tre - quattro anni. Riduzione conseguente degli investimenti in tecnologie e servizi forniti dalle imprese italiane, con un crollo degli ordinativi stimabile incirca 3-4 miliardi di euro nell’arco dei prossimi anni. Senon ancora più rilevante, a causa di un possibile, rapido abbandono degli investimenti in territorio italiano da parte degli investitori internazionali.-Oltre alla cancellazione degli investimenti nel nostro Paese, l’impatto del provvedimento può assumere conseguenze gravissime: licenziamenti,chiusura, fallimenti per alcune aziende particolarmente esposte su progettiche rischiano la cancellazione e sui quali, in alcuni casi, sono già stati investiti milioni di euro.

Gli operatori del settore sono convinti che l’effettivo impatto di questa nuovanorma vada ben oltre l’intenzione del Governo di rispondere all’esigenza ditutelare l’ambiente e che anzi metta a repentaglio questa stessa tutela.Al fine di evitare un danno e un pericolo certamente non voluti, Operatori eimprese dell’indotto si sono mobilitati per un intervento correttivo a brevissimo termine che garantisca efficace-mente l’ambiente marino e permettacontemporaneamente la continuazione,in piena sostenibilità della produzionedi gas naturale e petrolio.La ridefinizione del quadro normativoambientale consentirà al Governo di indirizzare, invece di respingere, gli investimenti internazionali e di salvaguardare il proprio peso negoziale neiconfronti degli altri Paesi mediterranei,la cui attività offshore si svolge spesso a poca distanza dalle nostre coste.

Le cause principali di questa crisi sono il quadro normativo dell’attività di esplorazione e produzione, decisamente penalizzante, e le complicazioni burocratiche che rendono eccessivo il rischio dell’investimento in Italia. L’effetto di questa situazione è che molte società straniere hanno già abbandonato l’Italia e molti investimenti sono stati riconsiderati o bloccati con la conseguenza di una forte riduzione delle attività. I nuovi investimenti sono in calo, da 725 milioni di euro nel 1995 a circa 624 nel 2002. Un recupero dell’attività per la valorizzazione delle risorse del sottosuolo interessa certamente il Paese per i suoi risvolti in materia di sicurezza degli approvvigionamenti, benefici per la bilancia dei pagamenti e attività imprenditoriale e occupazione indotta. Ma quali sono gli elementi da valutare?
I costi «industriali» degli idrocarburi a testa pozzo in Italia, cioè al netto delle royalties, ci pongono nella parte inferiore del range europeo, sono cioè sostanzialmente competitivi. La fiscalità e in particolare le royalties non mutano più di tanto tale panorama. Le cose invece cambiano completamente, quando si considerano i costi dei tempi autorizzativi, la sicurezza degli stessi e soprattutto l’incertezza del diritto alla produzione delle riserve
accertate.
D’altro lato, le riserve dei bacini sedimentari italiani definiti «maturi» perché già abbondantemente studiati, esplorati e coltivati presentano ancora alcuni aspetti allettanti e lo sarebbero ancor più se gli operatori, aiutati anche da nuovi «arrivi», fossero incentivati a cimentarsi in alcuni progetti ad alto rischio minerario ma con obiettivi molto interessanti. Basterebbe citare a questo proposito le alte profondità, oltre i 6000 metri, della catena siciliana e dell’Appennino sull’esempio della Val d’Agri – e le acque profonde dell’offshore ionico. Per progetti «sfidanti» di questo genere, molti altri Stati hanno fornito supporto alla ricerca con defiscalizzazione, riduzione delle royalties o interventi finanziari diretti: Stati Uniti, Brasile e Regno Unito per l’offshore «deep e ultradeep » sono esempi da imitare.
Parlare di E&P in Italia non è quindi un discorso superato, malgrado sia grande per le compagnie petrolifere la tentazione di migrare. La presenza nel nostro paese di quattro majors Shell, Exxon Mobil, Total e Eni (e non solo perché gioca in casa) non può essere priva di significato.
Esiste infatti l’aspettativa che un cambiamento di direzione possa concretizzarsi a breve. Il dialogo avviato da Assomineraria con le Regioni, oltre che con le Amministrazioni Centrali dello Stato, è proprio mirato a questo: rivedere insieme i procedimenti autorizzativi che ci riguardano, valutare la possibilità di renderli più fluidi e omogenei nel quadro normativo attuale e nella prospettiva del cosiddetto ddl Marzano sull’Energia. Il problema degli «accordi» fra operatore e Regione dovrà essere approfondito nell’identificazione di regole chiare, predefinite, sul tipo del calcolo delle royalties. Per l’operatore che si appresta ad investire è infatti indispensabile
la definizione di uno scenario estremamente preciso in tutte le sue dimensioni.
E’ in questo dialogo che crede Assomineraria: abbiamo trovato interlocutori «vecchi» e «nuovi», sia in materia di energia che di ambiente, competenti e coscienti del proprio ruolo nello sviluppo delle fonti primarie di energia. Non dubitiamo che gli interlocutori saranno anche esigenti in materia di sicurezza, salute, ambiente. Gli operatori, insieme alle società che lavorano per lo sviluppo di tecnologie avanzate, devono garantire l’applicazione delle best practices operative anche e soprattutto in queste materie.
Un sano realismo, non disgiunto da un minimo di «incoscienza mineraria» per affrontare il rischio relativo, ci dice che possiamo andare avanti.

Upstream gas: una nuova frontiera per l´energia italiana?

Martedì 15 novembre, dalle 12.45, a Roma presso il Montecitorio Meeting Centre (via della Colonna Antonina 52), Formiche, in collaborazione con Enel, organizza il seminario "Upstream gas: una nuova frontiera per l´energia italiana?".
Nel 2010, all'interno del territorio nazionale sono stati prodotti circa 8 miliardi di Sm3 di gas naturale, pari al 10% dei consumi. Al ritmo attuale di produzione annua, le riserve recuperabili possono contribuire al fabbisogno energetico per ulteriori 13 anni. Inoltre si stima che nel Paese ci siano 200 miliardi di Sm3 ancora da scoprire. Tali riserve potrebbero portare un contributo significativo alla riduzione della bolletta energetica, alla sicurezza degli approvvigonamenti e agli introiti dello Stato attraverso la relativa fiscalità.
Insomma, l'upstream gas è uno dei settori in cui forse varrebbe la pena concentrare le attenzioni di investitori e decisori istituzionali, purtroppo è un discorso ancora troppo pensato per poter fare attività decisionale in terminidi strategia aziendale.

ASSOMINERARIA

 
APOMAB - Concluso il primo corso per "Esperti in Posizionamento Marino e Batimetria" - View
 

Si è concluso definitavamente il 1° Corso Auriga per "ESPERTI IN POSIZIONAMENTO MARINO E BATIMETRIA" che segue le linee guida IMCA per diventare OFFSHORE SURVEYOR GRADE II.
Più di 250 i curriculum selezionati dai fondatori dell'accademia, solo 4 allievi ammessi a frequentare il corso;
Un corso durato circa sei mesi, dove gli allievi hanno imparato nozioni teoriche come navigazione, cartografia, posizionamento marino satellitare ed acustico, batimetria e topografia ma solo uno di loro alla fine ha brillantemente superato tutto.

L'allievo ha portato a termine tutte i test e tutte le prove pratiche, un addestramento duro e costante quello dell'Accademia di Posizionamento Marino e Batimetria che nulla regala a nessuno se non a chi se lo merita veramente, l'allievo dopo aver svolto una fase di tirocinio pratico della durata di un mese a bordo di piccole imbarcazioni dove ha eseguito un "training on the job" per imparare ad utilizzare strumentazione di rilievo marino ad alto potenziale tecnologico come Ecoscandaglio Multibeam, Side Scan Sonar ed infine Sub Bottom Profiler ha finalmente completato per intero il corso, ricevuto la nomina a Membro Ordinario e l'attestato finale.

Il titolare della società Marine Survey ringrazia la società Coastal Consulting & Exploration per il supporto logistico fornito ed in particolare il proprietario di quest'ultima il Dr. A. Capruzzi per aver affiancato l'allievo durante tutta quest'ultima fase del corso.

A.PO.MA.B.

Antonino Luca

 
APOMAB - Concluded first course for "Experts in Marine Positioning and Bathymetry" - View
 

Conclude definitively the 1° Course Auriga for "EXPERTS IN MARINE POSITIONING AND BATHYMETRY " which follows the guidelines for becoming IMCA Offshore SURVEYOR GRADE II.
Over 250 curriculum selected by the founders of the academy, only 4 students admitted to the course;
A course lasted about six months, where the students have learned theoretical concepts such as navigation, cartography, positioning marine satellite and acoustic, bathymetry and topography, but only one of them has performed brilliantly throughout.

The student has completed all tests and all the practical tests, training hard and constant.
The student after completing a period of practical training lasting a month on board a small boat where he performed "on the job training" to learn how to use instrumentation major marine sounder Multibeam, Side Scan Sonar and Sub Bottom Profiler has finally completed the full course, received the appointment as Ordinary Member, and the final certificate.

The "Marine Survey" company owner, thanked the company "Coastal Consulting & Exploration" for logistical support and in particular the latter's owner Dr. A. Capruzzi for having supported the students throughout the last phase of the course.

A.PO.MA.B.

Antonino Luca

 
SDM Chanel
 


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A.PO.MA.B è stata un'associazione culturale attiva dal 16/05/2010 al 07/01/2012.

apomab@hotmail.com

APOMAB - Academy Of Positioning Marine And Bathymetry

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